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Superbonus, building automation e domotica: dolcetto o scherzetto?

Superbonus, building automation e domotica: dolcetto o scherzetto?

28 dicembre 2020

A cura di Luciano Ficarelli – commercialista

Tra i lavori che beneficiano del Superbonus al 110% previsto dal Decreto Rilancio 34/2020 per le opere di efficientamento energetico degli edifici, c’è anche l’installazione di impianti di building automation.

Aspetti giuridici

L’articolo 2, comma 1, lettera f) del decreto attuativo del MISE “Requisiti tecnici per la fruizione dell’agevolazione del Superbonus 110%” ha previsto l’inserimento degli impianti di building automation tra le opere di efficientamento energetico, in quanto, in prima battuta, il Decreto Rilancio non l’aveva inserito tra gli interventi agevolati. Infatti, l’art. 119 del DL 34/2020, al comma 2, dice che “l’aliquota prevista al comma 1, alinea, si applica anche a tutti gli altri interventi di efficientamento energetico di cui all’articolo 14 del citato decreto-legge n. 63 del 2013, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 90 del 2013”. Gli interventi di building automation non erano compresi in quel decreto e sono rientrati tra le opere di efficientamento energetico solo successivamente con la Legge di Stabilità 208/2015 all’art.1 comma 88, dove è previsto che “le detrazioni fiscali di cui all’articolo 14 del decreto-legge 4 giugno 2013, n. 63, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2013, n. 90, si  applicano anche alle spese  sostenute per l’acquisto, l’installazione e la messa in opera di dispositivi multimediali per il controllo da remoto degli impianti di riscaldamento o produzione di acqua calda o di climatizzazione delle unità abitative, volti ad aumentare la consapevolezza dei consumi energetici da parte degli utenti e a garantire un funzionamento efficiente degli impianti. Tali dispositivi devono:

  1. a) mostrare attraverso canali multimediali i consumi energetici, mediante la fornitura periodica dei dati;
  2. b) mostrare le condizioni di funzionamento correnti e la temperatura di regolazione degli impianti;
  3. c) consentire l’accensione, lo spegnimento e la programmazione settimanale degli impianti da remoto”.

L’Allegato A al decreto attuativo del MISE, all’art. 11 richiama analiticamente le stesse indicazioni della Legge di Stabilità 208/2015, aggiungendo al punto a) che “la misurazione dei consumi può avvenire anche in maniera indiretta anche con la possibilità di utilizzare i dati da altri sistemi di misurazione installati nell’impianto purché funzionanti”.

 

Quali sono le opere agevolate

A beneficiare del Superbonus 110% sono quei materiali e quelle opere che consentano la gestione automatica personalizzata degli impianti di riscaldamento o produzione di acqua calda sanitaria o di climatizzazione estiva, compreso il loro controllo da remoto attraverso canali multimediali, come la fornitura e posa in opera di tutte le apparecchiature elettriche, elettroniche e meccaniche, le opere elettriche e murarie necessarie per l’installazione e la messa in funzione a regola d’arte, all’interno degli edifici, dei sistemi di building automation degli impianti termici degli edifici, le prestazioni professionali.

È escluso dal Superbonus l’acquisto di dispositivi che permettono di interagire da remoto con le predette apparecchiature, come ad esempio telefoni cellulari, tablet e personal computer.

 

Qual è il limite di spesa

Si è dibattuto molto sui limiti di spesa perché, prima dell’inserimento dei sistemi di building automation tra gli interventi di efficientamento energetico nel Superbonus, non c’erano limiti. Tuttavia, come poi chiarito dalla Circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 13 del 2019, nel caso in cui l’installazione avveniva in concomitanza con altri interventi di riqualificazione energetica, la detrazione andava calcolata tenendo conto del limite massimo di spesa ammesso per la tipologia di intervento alla quale è correlato l’intervento di building automation.

Questa interpretazione è stata superata dal Decreto Requisiti del MISE che, all’Allegato B, nella Tabella 1, alla lettera ba), ha stabilito che la detrazione massima ammissibile per i sistemi di building automation di cui al comma 88, art. 1, Legge 208/2015 è pari ad € 15.000. Per sapere a quanto corrisponde la spesa massima ammissibile bisogna dividere l’importo di 15.000 euro per 1,1 pari ad € 13.636,36.

Lo stesso Decreto Requisiti del MISE ha introdotto le modalità di computazione delle spese e i costi massimi per le varie lavorazioni.

 

Ambiguità della normativa

In tutta la normativa elencata non si fa mai riferimento alla “domotica”. L’osservazione è del tutto giustificata e coerente con la netta distinzione tra le due tecnologie: i sistemi di building automation e i sistemi di domotica.

Building automation e domotica possono sembrare concetti simili, ma in realtà esistono delle differenze tra i due termini. Quello che le due definizioni hanno in comune è il riferimento alle tecnologie che possono migliorare la qualità della vita delle persone negli ambienti. La differenza, invece, sta nella dimensione dell’ambito applicativo:

  • la domotica si riferisce all’ambiente domestico e alla possibilità di gestire i dispositivi all’interno della propria abitazione (elettrodomestici, illuminazione, serrande, ecc.). Si identifica nella “casa intelligente”;
  • La building automation è orientata al miglioramento di un edificio (condominio, uffici, ospedali, alberghi, ecc…) con tecnologie che permettono di gestire gli impianti tecnologici, le reti di comunicazione e le reti informatiche che si interfacciano con le reti pubbliche. Si identifica nell’”edificio intelligente”.

Ma allora perché questi interventi sono rientrati a pieno titolo tra quelli da agevolare nelle opere di recupero delle singole unità abitative?

Le possibilità sono due, ed entrambe poco edificanti:

1 – il legislatore, coinvolto dall’eccessivo uso di termini inglesi spesso utilizzati a sproposito o per pronunciata esterofilia anche nella produzione legislativa corrente, ha utilizzato il termine “building automation” pensando che sia la traduzione inglese di “domotica”. Per disquisizione linguistica, la parola “domotica” deriva dal francese “domotique” dal latino domus casa, abitazione residenziale, che è la variante inglese di “home automation”, branca della building automation già esistente e ampiamente utilizzata nel settore industriale a tecnologia avanzata.

2 – (e non vorrei che fosse così) il legislatore ha volutamente indicato tra gli interventi agevolati l’installazione di sistemi di building automation in linea con la ratio della legge che ha voluto migliorare la qualità degli “edifici” pensando soprattutto ai condomìni escludendo l’installazione di sistemi di domotica, tipiche applicazioni adatte per le singole abitazioni allo scopo di rendere la casa intelligente. Se pensiamo poi che tra gli interventi “trainanti” agevolati spicca la sostituzione dell’impianto di riscaldamento centralizzato e inseriamo per ipotesi l’installazione di collettori solari per il risparmio e la produzione di acqua calda, la possibilità non è più remota in quanto i sistemi di building automation agevolati sono solo quelli riferiti a queste specifiche tecnologie.

A farci tirare un sospiro di sollievo, ci ha pensato sempre il MISE ma con il Decreto Asseverazioni. Nell’Allegato 1, dove sono riportati i moduli delle asseverazioni che i tecnici devono compilare in modo puntale, nella descrizione dei lavori “trainati”, i sistemi di building automation non si riscontrano tra i lavori “trainati” delle parti comuni, mentre sono presenti tra i lavori “trainati” delle parti private. Il dubbio resta se la nostra mente vola, per similitudine, ad una camera d’albergo moderno dove sono installati i termostati per la regolazione dei condizionatori o della temperatura dell’acqua calda (e quindi opere effettuate nelle singole camere) ma che vengono comandati da remoto.

Ma se è vero che sono ammissibili gli interventi per i sistemi di building automation negli appartamenti dei condomìni o degli edifici unifamiliari utilizzando una interpretazione estensiva delle norme, perché non è stata prevista l’installazione dei sistemi di building automation per le parti comuni? Sarebbe stata un’ottima occasione per realizzare dei veri impianti di riscaldamento centralizzati gestiti in remoto da una centrale operativa, magari anche automatizzata da sistemi informatici moderni ed efficienti.

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