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Onorari del professionista e pratica superbonus incerta

Onorari del professionista e pratica superbonus incerta

29 dicembre 2020

A cura di Luciano Ficarelli – commercialista

 

La parcella del professionista, relativa allo studio della pratica in fase preliminare ed in ogni sua fase propedeutica all’inizio lavori, rientra tra le spese agevolate del superbonus al 110%, a condizione che gli interventi vengano effettivamente realizzati.

Affinchè le spese siano detraibili, occorre che la parcella sia pagata con la modalità del bonifico parlante ai sensi dell’art. 16 del DPR n. 917/1986 “detrazioni delle spese per interventi di recupero del patrimonio edilizio e di riqualificazione energetica degli edifici”. È pertanto necessario pagare le fatture dei lavori con bonifico bancario o postale, da cui deve risultare la causale del versamento, il codice fiscale o la partita IVA di chi effettua i lavori e di chi detrae le spese.

Il pagamento effettuato tramite bonifico parlante comporta l’applicazione della ritenuta d’acconto nella misura dell’otto per cento da parte dell’istituto di credito (sostituto d’imposta), che rappresenta un acconto di imposte sugli onorari del professionista (sostituito d’imposta). L’istituto di credito verserà allo Stato la ritenuta che il professionista recupererà in sede di dichiarazione dei redditi.

Quando si applica la ritenuta d’acconto

La ritenuta d’acconto si applica per le prestazioni professionali, sulle prestazioni di lavoro occasionale ed in altri casi particolari, se svolte nei confronti di imprenditori, di società, altri professionisti, condomìni e altri Enti. Sono esclusi i privati. Soffermandoci sulle prestazioni professionali oggetto del presente articolo, queste possono essere svolte sia da professionisti in regime contabile normale sia da professionisti in regime forfettario. Solo i primi, però, sono soggetti a ritenuta d’acconto in quanto i forfettari sono contribuenti ai quali si applica un’imposta sostitutiva.

In questo caso, il professionista in regime forfettario che ha subito la ritenuta dall’istituto di credito, la farà valere all’interno della dichiarazione dei redditi a scomputo dell’imposta sostitutiva dovuta, previa indicazione nel quadro RS.

Tale soluzione, suggerita dall’Agenzia delle Entrate con due risoluzioni (47/E/2013 e 55/E/2013) e confermata dalle istruzioni alla compilazione del modello Redditi, permette di evitare soluzioni ben più laboriose e molto meno immediate, quale la via del rimborso ai sensi dell’articolo 38 D.P.R. 602/1973.

Il caso della non procedibilità ai lavori.

Se dopo aver effettuato l’analisi di fattibilità risulta che il superbonus non risulta applicabile e il cliente rinuncia a procedere con l’inizio dei lavori, sarebbe opportuno non ricevere il pagamento della parcella attraverso il bonifico parlante in quanto si applicherebbe inutilmente la ritenuta d’acconto che invece non è dovuta nel caso in cui il cliente sia un privato, presumibilmente il più gettonato degli interventi sugli edifici unifamiliari o piccoli edifici plurifamiliari. Sarebbe, dunque, preferibile che il pagamento sia effettuato per il totale richiesto con le tradizionali modalità, concordate tra le parti, anche bonifico ma non quello parlante.

Questa soluzione è soprattutto a vantaggio del professionista con fatturato modesto, sia in regime contabile normale sia in regime forfettario, che avrà a disposizione nell’immediato tutto l’onorario indicato nella parcella.

Va sottolineato, a vantaggio del professionista, che, nel caso di inapplicabilità del superbonus, le parcelle non dovranno seguire le indicazioni stabilite dal Decreto Parametri del Ministero di Giustizia del 17 giugno 2016 e potranno liberamente indicare gli importi che il professionista riterrà opportuno. In questo caso, sarà quanto mai utile far firmare preventivamente una lettera d’incarico che contiene tutti gli elementi necessari ad anticipare al cliente l’importo che sarà fatturato sia in caso di procedibilità del superbonus sia in caso di improcedibilità.

I commenti su questo articolo non dovranno contenere quesiti di natura tecnica.

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2 Commenti
  • Marco Facchini
    Pubblicato alle 19:41h, 19 Maggio

    Buonasera, in effetti la mia domanda non riguarda proprio l’onorario bensì le responsabilità del tecnico asseveratore.
    La parte energetica viene gestita sul sito di ENEA e viene asseverata, normalmente, dal termotecnico, sia in fase di progetto che in quella di direzione lavori
    Analogo discorso per la parte sismabonus, con deposito in comune della pratica strutturale insieme alla scia, compresa la specifica asseverazione del progettista e D.L. strutturale.
    Nel caso uno solo dei due tecnici commetta errori che porteranno alla revoca del beneficio fiscale, con relative sanzioni, i due tecnici saranno chiamati a risponderne in solido oppure ognuno risponderà solo del proprio operato?
    Infine, progettista e direttore dei lavori architettonici, non asseverando nulla, come potrebbe essere coinvolto in termini di responsabilità?
    Grazie mille per l’attenzione

    • Luciano Ficarelli
      Pubblicato alle 23:48h, 12 Dicembre

      Gentile lettore,
      ognuno risponderà del proprio operato nei limiti delle loro competenze. La responsabilità di tutti i soggetti coinvolti sarà eventualmente individuata in sede giudiziale a seguito del ricorso del committente per la richiesta dei danni provocati dagli inadempimenti o dalle incongruenze rilevate dagli organi di controllo.
      C’è anche da dire che solo il verificarsi di una o più delle quattro casistiche previste dal comma 13 ter dell’articolo 119 del D.L. 34/2020 fa decadere il beneficiario dalle agevolazioni.
      Dott. Luciano Ficarelli