loader image
 

LA FAVOLA DEL MES

LA FAVOLA DEL MES

C’era una volta un grande Impero chiamato Europa, suddiviso in tanti piccoli Stati, ognuno con un Re e tanti Cavalieri. Per il quieto vivere nell’Impero, tutti i Re si riunivano tra di loro e con falsi sorrisi annunciavano la loro eterna Unione e dissero che si sarebbero aiutati tra di loro qualunque cosa fosse accaduta.

Fu così che accadde davvero che uno Stato chiamato Grecia, culla della filosofia e della giustizia, stava per andare in frantumi. Tutti i Re si riunirono tra di loro e decisero di aiutare questo Stato e gli prestarono tanti soldi, ognuno per quel che poteva.
Siccome il fatto sarebbe potuto accadere ad ognuno degli Stati, tutti i Re decisero di mettere in un unico forziere tanti tanti denari e gioielli, e lo misero in una cassaforte. Questo forziere, che chiamarono MES (Meglio Essere Sereni), veniva controllato e gestito da tutti i Re in un unico Consiglio dei Re. Questo MES, però, aveva un funzionamento particolare: tutti gli Stati dovevano mettere i propri denari e gioielli per quantità diverse, in base alla propria ricchezza. Fu così che lo Stato chiamato Italia mise tanti tanti denari perchè era il terzo Stato più ricco dell’Impero. E se questi denari non venivano messi nel forziere, tutti gli altri Re si riunivano senza il Re dello Stato che non aveva pagato e lo obbligavano a pagare con tanti tanti altri denari in più.

Un giorno accadde che tutto l’Impero fu invaso da una pandemia pericolosa e alcuni Re decisero di chiudere tutte le città, tutte le botteghe e tutte le locande. Tra questi Re c’era quello dello Stato chiamato Italia che, nel corso degli ultimi anni, aveva sprecato tanti tanti denari per i divertimenti della classe nobile e aveva finito i denari nei propri forzieri. Quindi, gli toccò chiedere con forza agli altri Re di aprire il forziere comune per prendere dei denari utili per far vivere la plebe. Ma gli altri Re non vollero farlo subito, si presero del tempo, fino a decidere di prestargli solo parte del denaro che stava nel forziere, ma con delle condizioni che sarebbero state decise dopo, quando finiva la pandemia. Nei Palazzi del Re dello Stato chiamato Italia cominciò una furiosa discussione: alcuni consiglieri del Re volevano subito i denari, altri no, alcuni che prima avevano detto sì dicevano di no, e alcuni che prima avevano detto no dicevano sì. Alla fine, il Re decise di dire a tutti che avrebbe abdicato se non si fosse deciso per il sì. E così, fu deciso per il sì.

Ma il MES era stato scritto da scribacchini molto furbi, amici dei Re degli Stati del nord dell’Impero; sapevano bene che nel caso lo Stato chiamato Italia avesse preso tanti denari, loro avrebbero presto richiesto tanti gioielli a sua disposizione. Ed era stato scritto su dei libri che evidentemente non tutti avevano letto, soprattutto i consiglieri del Re dello Stato chiamato Italia. Infatti, le missive portate dai piccioni ai vari consiglieri del Re erano spesso mangiucchiate dagli stessi piccioni e quindi erano illeggibili nelle parti che parlavano di interessi molto salati.

Ma siccome il Re dello Stato chiamato Italia voleva la pace sia all’interno del suo Stato che in tutto l’Impero, propose di prendere un altro forziere e mettere tanti denari e gioielli di tutti gli Stati dell’Impero e propose di chiamarlo Fondo di Recupero. E questa è un’altra storia, un’altra favola da raccontare.
Ma la morale resta quella di Troisi e Benigni nel film “Non ci resta che piangere“: ad ogni passaggio in Europa, indipendentemente da ciò che produciamo o da che necessità abbiamo, sempre 1 fiorino dobbiamo pagare…

Condividi:
Nessun Commento

Commenta l'articolo