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ECOBONUS: UNA GRANDE E IRRIPETIBILE OCCASIONE DI RILANCIO

ECOBONUS: UNA GRANDE E IRRIPETIBILE OCCASIONE DI RILANCIO

A cura di Luciano Ficarelli

È una grande notizia, l’articolo più importante del Decreto Rilancio, probabilmente scritto dal legislatore senza tanta convinzione, forse nemmeno consapevole di cosa possa produrre una norma di questo tipo, considerato il suo timore di “esagerare” con incentivi che, a prima vista, sembrano un costo insostenibile per lo Stato. Vengo al dunque.

In quest’ultima settimana, si è parlato molto di una norma che fa parte del “Decreto Rilancio”, e cioè l’innalzamento della percentuale di sconto fiscale sull’Ecobonus e Sismabonus. Per i profani della materia, è un’agevolazione che permette, a chi decide di ristrutturare il proprio immobile, anche condomìni, con interventi di riqualificazione energetica, di avere un credito d’imposta pari al 65% (per l’Ecobonus), percentuale elevata fino all’85% (per il Sismabonus), da recuperare nei dieci anni successivi (o cinque per il Sismabonus) diminuendo, in tal modo, l’imposta da pagare.

Inoltre, è prevista la possibilità di recuperare immediatamente il credito d’imposta ottenendo uno sconto in fattura, nel caso di lavori condominiali, oppure la possibilità di cedere lo stesso credito all’impresa che effettua i lavori. Queste agevolazioni hanno mantenuto vivo il mercato edilizio, soprattutto dell’usato, e contemporaneamente hanno permesso a molte persone meno abbienti di poter ristrutturare il proprio immobile pagando, nella sostanza, meno della metà dei lavori previsti.

Durante i dibattiti interni alla maggioranza del governo, qualche ministro più lungimirante ha voluto concretizzare una brillante proposta: quella d’innalzare le percentuali al 110%, con la possibilità di cedere il credito totale all’impresa appaltatrice oppure alle banche, oppure ottenendo direttamente lo sconto in fattura. Nella pratica: lavori totalmente a costo zero!!! Il mio pensiero? Finalmente una proposta che sa di pianificazione industriale, cosa mai fatta da 70 anni a questa parte. Con un ritorno di cassa per l’Erario senza precedenti. Adesso sognate insieme a me.

Appena il decreto va in vigore, accadrà il miracolo che aspettavamo da anni.

Imprese edili. Migliaia di aziende edili programmano decine di migliaia di assunzioni di manodopera, si capitalizzano per essere più presentabili alle banche e ai clienti, si adoperano per una serie di obblighi di legge, come la regolarità del Durc (quella che riguarda i versamenti dei contributi inps ed inail ai dipendenti e dell’impresa), perfetta osservanza delle norme sulla sicurezza (anche in osservanza ai Protocolli anti Covid-19), acquistano nuovi beni strumentali per rendere più veloci ed efficienti i lavori da svolgere, si informano e si formano per l’utilizzo di tutti i materiali innovativi in materia di efficienza energetica e di misure antisismiche, frequentano fiere tematiche; ciò darà luogo alla realizzazione di un settore specifico di alta formazione in materia edile. Tutto il mondo dell’edilizia ha un sussulto che li desta da un sonno profondo: impiantistica, ceramica, arredamento, serramentistica, industrie di componenti idrauliche, elettriche, elettroniche, costruttori di pannelli fotovoltaici e solari, artigiani del settore. Un boom d’altri tempi.

Patrimonio edilizio. Per quanto riguarda il patrimonio edilizio è la rivoluzione. In Italia ci sono 74,3 milioni di immobili. È facile immaginare che milioni di appartamenti e ville possano essere ristrutturati rendendoli efficienti da un punto di vista energetico e sicuri da un punto di vista sismico. E siccome il più importante lavoro incentivato è il “cappotto termico”, anche l’estetica dell’immobile migliora, aumentandone il valore. Milioni di immobili fatiscenti riprendono vita e l’aspetto delle città cambia di colpo. Anche le residue strutture che utilizzano coperture in Eternit saranno ristrutturate con ulteriori agevolazioni che comprendono lo smaltimento e le consulenze professionali.

Ricostruzioni post terremoto. Interi paesi e città, ancora abbandonati dalle istituzioni ma anche dagli stessi proprietari degli immobili non in grado da soli a ricostruire o a mettere in sicurezza i propri fabbricati, potranno rapidamente riprendere la corsa alla ricostruzione e a rendere agibili le strutture recuperabili con specifici interventi di messa in sicurezza statica.

Immobili strumentali. Pur non essendo ricompresi nell’aumento al 110%, gli immobili strumentali mantengono la vecchia aliquota del 65%. I lavori di efficientamento energetico e di adeguamento sismico aumentano comunque il valore del fabbricato strumentale. Capitalizzando le spese sostenute, si ha un duplice effetto: aumenta il valore patrimoniale dell’azienda e aumentano i costi figurativi (ammortamenti) che contribuiscono a ridurre le imposte.

A tale proposito, è da evidenziare che gli interventi con credito d’imposta del 65% rappresentano per le imprese un super-bonus fiscale pari al 165%. Infatti, il super-bonus fiscale discende dalla combinazione dell’agevolazione in argomento con quella, ormai consolidata, dell’ammortamento contabile, deducibile totalmente ai fini fiscali. Ad esempio: un fabbricato strumentale ristrutturato con interventi di riqualificazione energetica per una spesa di 60.000 euro, comporterà un credito d’imposta pari a 39.000 euro più un ammortamento di 60.000 euro, per un totale di 99.000 euro di risparmio fiscale.

Mercato immobiliare. Le agenzie immobiliari fanno salti di gioia. È dal 2008 che si vende poco, valutazioni in calo, transazioni lente. Due fattori scatenanti rendono il mercato a dir poco brillante: il primo è che le persone più lungimiranti, acquistano gli immobili fatiscenti a pochi soldi e li rimettono a nuovo a costo zero, tenendoli per sé o rimettendoli sul mercato; il secondo è dato dal fatto che ogni proprietario che desidera cambiare casa per esigenze familiari o lavorative non ha dubbi nel ristrutturare per rendere più remunerativa la vendita e acquistare altrove con più soddisfazione.

Qualità della vita. Il fattore più importante per i cittadini. L’efficientamento energetico produce un triplice effetto:

  1. il comfort delle abitazioni: con gli interventi incentivati, con un’applicazione di domotica e con i nuovi strumenti tecnologici a disposizione, tutti gli immobili avranno un clima confortevole e gradevole;
  2. il risparmio energetico: considerato che gli interventi dovranno garantire «il miglioramento di almeno due classi energetiche ovvero, se non possibile, il conseguimento della classe energetica più alta, da dimostrare mediante l’attestato di prestazione energetica (Ape)”, la riduzione dei consumi possono arrivare anche al 70% con benefici in termini di risparmio notevoli sulle bollette. L’installazione di pannelli fotovoltaici, di caldaie ad alta efficienza, il cappotto termico, gli infissi di ultima generazione, la domotica, sono tutti interventi atti a ridurre i consumi;
  3. il miglioramento della qualità dell’aria a causa della drastica riduzione di emissioni di polveri sottili. Da un recente studio è emerso che, contrariamente a quanto comunemente si ritiene, il contributo del riscaldamento residenziale all’inquinamento atmosferico nelle nostre città supera quello del settore dei trasporti, raggiungendo il 54% di PM10 proprio a causa della generale arretratezza del patrimonio edilizio, che vede oltre il 56% degli edifici in classe energetica G;
  4. riduzione delle malattie respiratorie: la riduzione delle emissioni nocive producono un immediato circolo virtuoso che parte dalla riduzione delle malattie respiratorie e dei tumori per finire ad una riduzione dei costi della Sanità pubblica.

 

Effetti macroeconomici. Il risultato ottenuti in termini macroeconomici è stravolgente. Ecco tutti gli effetti.

  1. Le imprese edili e l’indotto producono un innalzamento del PIL costantemente crescente per un effetto imitativo dei proprietari immobiliari, che dapprima non credono nella possibilità di effettuare i lavori senza spesa, ma che poi provoca un effetto domino senza sosta (fino a quando esiste la legge);
  2. Le assunzioni delle imprese del settore producono una diminuzione della disoccupazione e, quindi, un forte aumento della contribuzione a favore delle Casse Inps;
  3. La cessione del credito a favore delle imprese appaltatrici, attraverso lo sconto in fattura, ha la certezza di rimanere nelle casse delle imprese che hanno debiti d’imposta. Questo determina un aumento delle imprese virtuose, una diminuzione del lavoro nero, la riduzione ai minimi storici delle imprese che effettuano i lavori evadendo imposte e tasse;
  4. Le consulenze dei professionisti relative alle ristrutturazioni, essendo ricomprese negli sconti, sono tutte fatturate. Questo comporta un aumento di gettito fiscale;
  5. L’incremento delle compravendite comporta benèfici effetti sia in termini di gettito fiscale per le imposte sulle transazioni sia per l’apertura di numerose agenzie immobiliari;
  6. La forte diminuzione dei consumi derivanti dal riscaldamento o raffreddamento delle abitazioni consente un risparmio energetico importantissimo per lo Stato, in quanto l’acquisto di energia dall’estero è una voce non indifferente per il bilancio statale. Infatti, l’Italia ha il grado più elevato di dipendenza energetica dall’estero tra i maggiori paesi europei: il 78,6%;
  7. Le nuove abitazioni, essendo completamente rinnovate, possono subire un incremento delle rendite catastali, attuando la prevista riformulazione del Catasto, che porterebbe nelle casse dello Stato altre imposte ad oggi improponibili, ma al tempo stesso, provocherebbe un maggior valore commerciale dell’immobile;
  8. Gli interventi da realizzare per la messa in sicurezza statica degli immobili, comporta nel lungo termine enormi risparmi di spesa pubblica, considerato che negli ultimi 50 anni la spesa annua media è stata di circa tre miliardi di euro per emergenza e ricostruzione per un totale di 150 miliardi di euro.

Nel breve e medio termine, la somma di tutti gli effetti porterà benefici per tutti, nessuno escluso. Lo Stato incasserebbe, per l’effetto della “leva fiscale”, miliardi di euro in più rispetto a quelli non incassati per la concessione del credito d’imposta, riducendo notevolmente le spese per energia e per interventi straordinari.

Ora tocca al Governo rendere attuabile in breve termine il miglior rilancio dell’economia italiana degli ultimi 50 anni. La burocrazia è in agguato per ostacolare l’avvio dei lavori. Il termine di inizio è fissato al 1° luglio. Il decreto andrà in Gazzetta Ufficiale non prima di domani o dopodomani e quindi avrà come termine di conversione parlamentare il 14 luglio. Poi c’è il livello attuativo. Sono previsti due provvedimenti attuativi: un provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate (entro trenta giorni dalla conversione del decreto) per definire le modalità attuative, soprattutto su sconto in fattura e cessione del credito; un decreto del Mise per stabilire le modalità di trasmissione dell’asseverazione del Professionista «e le relative modalità attuative».

Se le istituzioni sapranno accorciare i tempi di conversione, viste le urgenze di rilancio, si potrà partire presto. L’Italia non ha bisogno di altra burocrazia.

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